Colla di Farina

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La pasta di Farina è un adesivo utilissimo e pratico e si può farla con facilità ed è bene farla in quantità piccole per averla fresca, dato che se conservata a lungo, perde le proprietà e facilmente muffisce. Basta sbattere e disciogliere bene la farina in un recipiente con un po’ d’acqua fredda, e allorchè la farina è bene sciolta, porre il recipiente al fuoco, non cessando di rimestare con un mestolo, e quanto tende a condensarsi aggiungere, via, via, sempre rimestando dell’acqua bollente a piccole quantità. Quando vediamo la pasta farsi più densa, cesseremo di versarci l’acqua e rimesteremo ancora un poco, fino ad ottenere una giusta densità. Tolta dal fuoco va lasciata raffreddare prima di usarla. Perché si mantenga di più, si possono disciogliere al principio, insieme alla farina, due o tre chicchi di allume.

G.Guido Giannini – IL LEGATORE DI LIBRI – Hoepli 1951

E’ stato così che sono venuto a conoscenza della Colla di Farina.

In Internet abbondano le ricette, i video ed i tutorial per preparare questa utile e potente colla, e non è mia intenzione ridondare.

Vorrei riportare la mia esperienza nella preparazione dando alcuni semplici e pratici consigli,  e comparare aspetti positivi e negatici con la sua diretta concorrente, la colla vinilica.

Per quanto riguarda la preparazione io uso come riferimento il rapporto 1:7 di farina e acqua: questo significa 100gr di Farina in 700gr di acqua. Un cucchiaio di farina è circa 30-35 gr, a cui corrispondono 210-250 gr (o ml) di acqua. Per capire “quanta farne” è utile prima di tutto sapere quanta ne serve, e in secondo luogo tenere presente che è una colla che va usata fresca, non si conserva a lungo. Quindi, soprattutto per imparare bene le dosi, inizialmente è bene cominciare con modeste quantità. Io solitamente mi cucino 3 cucchiai di farina e sono a posto per tutto il giorno, a volte anche per il giorno dopo.

Procedimento

Porre l’acqua in pentolino, aggiungere la farina a freddo e con frusta mescolare energicamente fino a quando il composto non si è omogeneizzato. Risulterà un liquido bianco molto fluido. Mettere il pentolino a scaldare sul fuoco bello vivo, e continuare a mescolare con la frusta. Quando il composto si avvicina alla temperatura di ebollizione la sua densità subisce un rapido aumento, diventando simile al budino. Questo è il punto più importante della preparazione, impossibile da insegnare e tutto da sperimentare. Nei 10 minuti successivi la colla deve continuare a bollire e va “dosata” la densità del composto. Se è troppo liquido va aggiunta farina, se troppo denso acqua. Raccomandazione importante: la farina addensa molto velocemente quindi va aggiunta in piccole quantità e ben setacciata. La densità giusta la potete riconoscere solo con l’esperienza. Non è difficile ma non si può spiegare, solo imparare. Trascorsi i dieci minuti di ebollizione, versare la colla in un contenitore di plastica con coperchio, o similare, dove poi verrà conservata la colla, che non deve seccare. Raffreddandosi la densità aumenterà ancora, diventando simile ad una pasta. A questo punto la colla è pronta.

Suggerimenti:

Non è possibile modificare la densità della colla una volta raffreddata. Conviene preparare diverse volte la pasta, cercare di studiare bene il rapporto tra la densità in fase di ebollizione e risultato finale. Il segreto per ottenere una buona colla sta tutto qui. Una pasta di giusta densità deve essere compatta e umida, niente di paragonabile alla fluidità della colla vinilica. Forse è più simile alla ricotta, se vogliamo trovare un paragone utile. Se il pennello non riesce ad entrarvi è troppo densa, se non si formano grumi che vanno sciolti spennellando la superficie da incollare è troppo liquida.

Con la colla di Farina non si “incolla”: si “impasta”. Non usate come riferimento la fluidità della vinilica, ma pensate piuttosto di spalmare del dentifricio.

L’allume citato da Giannini è un ottimo conservante e permette alla pasta di non ammuffire  per più di una settimana e può essere a buon titolo sostituito da sale o trementina (ne basta davvero poco poco!). La pasta va conservata in frigo, in assenza di conservanti massimo per 2-3 giorni.

Oltre alla farina di frumento, si può utilizzare la farina di amido o di riso. Si ottiene una colla ancora più potente, ma va diluita con un rapporto farina-acqua di 1:15. L’aspetto finale del composto è leggermente differente, quindi anche qui va sperimentata la giusta densità.

Comparazione

Colla di Farina vs. Colla Vinilica

  • Il potere collante è molto simile, solo che la vinavil resta elastica e la colla di farina diventa rigida. 1-1
  • La vinavil sporca i vestiti, la colla di farina no. 2-1
  • La vinavil è sintetica, la colla di farina naturale. 3-1
  • La vinavil può essere utilizzata anche per incollare carta su ferro, la colla di farina no. 3-2
  • La vinavil si conserva anche per anni, la colla di farina al massimo una settimana. 3-3
  • La colla di farina la posso mangiare. Per sbaglio o volontariamente. 4-3
  • La colla di farina non irrita gli occhi, la vinavil non vi consiglio di provare. 5-3
  • La colla di farina lascia un profumo fruttato molto gradevole, la vinavil un profumo sintetico molto plasticoso. 6-3
  • La colla di farina è da preparare, e dalla sua preparazione dipende la funzionalità; la vinavil è pronta all’uso. 6-4
  • La colla di farina è molto più “umida” e pure igroscopica, necessita di più tempo per asciugare. 6-5
  • La colla di farina la posso realizzare praticamente ovunque ci sia un cucina, la colla vinilica la posso solo comperare e non sempre ovunque. 7-5
  • Questo è un altro punto a favore della pasta di farina! più facile da pulire. 8-5

8 a 5 per la colla di Farina. Questi sono i motivi principali per cui ho scelto di usarla nei miei prodotti!

 

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Un pensiero su &Idquo;Colla di Farina

  1. Pingback: Pasta di Farina / Flour Paste | fabricharte

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