Jardins do Lago EN

Opens the section “Works” the order for the  Quinta Jardins do Lago in Madeira.

The owners, exquisite people, asked me to replace the old Boxes and Service Directories, that were for many years inside of the 50 rooms in their hotel. These showed obvious signs of wear and tear due to the time.

0 originali

Thanks to the invaluable help of designer Daniela, according to the submitted project, the renderings were created to define the layout of the prints in gold, and realize the matrices.

1 progetto 3 render-service 2 render-jardins

At the same time began the preparation of pieces: 650 elements of cardboard for 20 kg total, 700 pieces of cloth for a total of about 20 m roll, 1200 pieces of printed paper which occupied a total of almost 7 square meters, and 50 tabs in brown leather .

The assembly in four hands, mine and Daniela’s, started with the binding of the exterior, in order to proceed to the hot prints in gold. They were later made ​​the interior of the boxes, and fixed on the inside.

Last step, attach the tabs in leather to the boxes and the metal clips to the services. The first pair finished looked like this:

10 prima coppia finita

Within a few days, the two tenacious craftsmen are able to have the best, and conclude the work!

finito

And here’s how the artifacts looks like in the luxurious rooms of Quinta Jardins do Lago:

13 JdL set 1

Afterwards, a small gallery with more pictures of the process.

Thank you, see you soon!

Jardins do Lago

(read this in English)

Inaugura la sezione “Lavori” la commessa per il Quinta Jardins do Lago di Madeira.

I titolari, delle squisite persone, mi hanno chiesto di rimpiazzare le vecchie scatole e i portadocumenti presenti ormai da tanti anni all’interno delle 50 camere del loro albergo. Questi presentavano evidenti segni di usura dovuti al tempo.

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Grazie al prezioso aiuto della Designer Daniela, sulla base del progetto inviato, sono stati realizzati i rendering dei bozzetti per definire il layout delle stampe in oro, e realizzare le matrici.

1 progetto 3 render-service 2 render-jardins

Parallelamente è iniziata la preparazione dei pezzi: 650 pezzi di cartone per 20 Kg totali, 700 pezzi di tela per un totale di circa 20 m di rotolo, 1200 pezzi di carta stampata che complessivamente occupavano quasi 7 metri quadri, e 50 linguette in cuoio marrone.

L’assemblaggio a quattro mani, mie e di Daniela, è iniziato con la rilegatura degli esterni, per poter procedere alla stampa a caldo in oro. In seguito sono stati realizzati gli interni delle scatole, e fissati all’interno.

Ultimo passaggio, fissare alle scatole le linguette in cuoio e le clip in metallo ai porta documenti. La prima coppia ultimata si presentava così:

10 prima coppia finita

Nel giro di pochi giorni, i due tenaci artigiani riescono ad avere la meglio, e concludono il lavoro!

finito

Ed ecco come si presentano gli artefatti nelle lussuose stanze del Quinta Jardins do Lago:

13 JdL set 1

A seguire, una piccola galleria con altre immagini della lavorazione.

Vi ringrazio, alla prossima!

Cupe Vampe

La copertina di “Linea Gotica”. Quella sullo sfondo è la Biblioteca di Sarajevo dopo l’incendio.

“..brucia la biblioteca e i libri scritti e ricopiati a mano, che gli Ebrei Sefarditi portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna..”

CSI – Cupe Vampe (consiglio di ascoltarla, e di comprenderla…)

Così i CSI ricordavano, nel loro album del 1996 “Linea Gotica”, la distruzione della Biblioteca Nazionale di Sarajevo.

A ricordarmi tutto questo, la notizia che tra poco riaprirà l’edificio delle Vijećnica, che ospitava la Biblioteca Nazionale di Sarajevo, distrutto con oltre 50 ore di fuoco continuo nell’agosto 1992 durante l’assedio di Sarajevo. Una notizia bella, ma che riporta alla coscienza l’orrore della biblioclastia, nella già assurda cornice della guerra.

Di tutte le distruzioni perpetrate a Sarajevo, le più insensate sono state quelle ai danni delle tante biblioteche. Ma di queste, la più folle, la più carica di sinistra forza metafisica, fu il bombardamento della biblioteca nazionale, un magnifico edificio moresco del diciannovesimo secolo, andato in fumo in trenta ore con le sue centinaia di migliaia di volumi. Quella notte, il rogo si vide a chilometri di distanza, i sarajevesi non dormirono.
[…]
Sarajevo era cresciuta sotto il dominio turco. A chi aveva costruito la guerra sulla storia dei diritti storici dei popoli slavi, defraudati dagli invasori – dunque sull’assunto che la Bosnia era stata “islamizzata” – non risultava tollerabile l’idea che la città fosse fiorita sotto l’Islam. […]
La storia di Sarajevo, sigillata nella biblioteca universitaria, raccontava proprio questo: dei grandi edifici pubblici costruiti all’inizio del Cinquecento da Gazi Husrefbeg, ricco filantropo figlio di uno slavo convertito, o degli ebrei sefarditi in fuga dalle pulizie etniche della cristianissima Spagna, che laggiù trovarono aperta ospitalità e spazio per floridi commerci. In quei volumi stava scritto che – assai più dei cattolici, costretti più volte alla fuga – proprio gli ortodossi vissero bene sotto l’Islam, ebbero in Costantinopoli la loro capitale religiosa esattamente come i turchi, e spesso si convertirono spontaneamente. Tutto questo doveva sparire, essere cancellato. Distrutto con un grande fuoco purificatore.
(Paolo Rumiz, da “Maschere per un massacro”, Editori Riuniti, Roma 1996).

Per tre giorni interi la Biblioteca fu bombardata, incendiata e tenuta sotto tiro dai cecchini. Per tre giorni di fila volontari, vigili del fuoco, cittadini cercavano di mettere in salvo i Libri, sotto il tiro incrociato dei cecchini e delle schegge di granata. Solo un decimo dei libri conservati nella Vijećnica furono salvati.

Le Biblioteche. A modo loro, un’altra delle vittime innocenti dell’insensatezza della guerra.

Ogni manoscritto bruciato porta via con se millenni di cultura. Non vi è nulla di più bieco e abbietto che distruggere la memoria, la storia e la cultura. E’ qualcosa che riporta immediatamente la nostra civiltà all’età della pietra.

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Writing about Book Burning, and in particular the destruction of the National and University Library of Bosnia and Herzegovina  in 1992.

On 25 August 1992, Serbian shelling during the Siege of Sarajevo caused the complete destruction of the library; among the losses were about 700 manuscripts and incunabula and a unique collection of Bosnian serial publications, some from the middle of the 19th century Bosnian cultural revival. Before the attack, the library held 1.5 million volumes and over 155,000 rare books and manuscripts. Some citizens and librarians tried to save some books while they were under sniper fire, at least one person died.

from Wikipedia

Alfonso Zammuto Pictures

Questa galleria di immagini mi è stata gentilmente concessa da un vero Signore, come se ne incontrano pochi, appassionato di Fotografia con ottimi risultati: Alfonso Zammuto. (vi invito a sfogliare i suoi lavori….)

Grazie Alfonso!

-o-O-°-O-o-

This gallery was kindly granted by a true Lord, as few can meet, passionate about Photography with excellent results: Alfonso Zammuto. (I invite you to browse through his works!)

Thank you Alfonso!

Cliccami! / Click me!

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Continua la raccolta di fondi!! Aiutate Fabricharte a riaprire il laboratorio a Venezia!! anche l’aiuto più piccolo è apprezzato. Ed è un modo per dimostrare che è un progetto supportato, non solo economicamente! 🙂

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grazie…

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The fundraising continues! Help Fabricharte to reopen the laboratory in Venice! Even the smallest help is appreciated. And it’s a way to show that the project is supported, not only economically! 🙂

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thank you…